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In questo viaggio interattivo esploriamo i 25 anni di innovazione tecnologica che hanno accompagnato l’evoluzione di CSP. Un bagaglio pieno di ricordi, ma anche un’ottimistica premessa per il futuro. I personaggi che hanno fatto la storia passata e recente di CSP la raccontano in cinque videoclip, che ripercorrono a grandi linee gli ultimi anni: dal supercalcolatore ai collegamenti IP, l’evoluzione di Internet da strumento per collegare i ricercatori a strumento indispensabile per le persone e il loro lavoro, dalla convergenza digitale dei dispositivi e dei media al presente e futuro della Internet of Things.

Parte 1

Il futuro 25 anni fa: dal supercalcolo all’IP

Il futuro 25 anni fa: dal supercalcolo all’IP
Sul finire degli anni '80 in pochi centri al mondo potevano permettersi costosi e complicatissimi supercalcolatori. Le nascenti tecnologie di telecomunicazione digitale ne permisero l’accesso da remoto alle accademie, ai centri di ricerca e al mondo industriale.
Quale futuro si immaginava 25 anni fa?

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25 anni dopo: stessa potenza di calcolo

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Un ricercatore universitario ha mostrato come l’Apple iPad 2 sia veloce quanto il super computer disponibile in CSP nel 1989, il Cray Y-MP2E. Effettuando una serie di ricerche comparate e test di performance ha dimostrato che in 25 anni di sviluppo dell’informatica la stessa potenza di calcolo di allora si ottiene oggi con peso, dimensioni e consumi centinaia di volte inferiori.

Gli albori del CSP

Nel 1989 nasce a Torino il Centro Supercalcolo Piemonte, che grazie a un modello di super computer, il Cray, diventa il punto di riferimento per il calcolo informatico verso le accademie, i centri di ricerca e il tessuto industriale locale.

La schermata del primo sito web del CSP nel 1996

La schermata del primo sito web del CSP nel 1996. Fonte: Archive.org

 

Parte 2

Il www che rivoluziona il mondo

Il www che rivoluziona il mondo
Inizia l’era inarrestabile di Internet. Informazioni sempre più numerose sono scambiate dagli utenti in tutto il mondo, in modo autonomo.
In che modo Internet ha modificato i settori professionali e gli stili di vita?

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Internet 25 anni nella Storia

Anche Internet compie 25 anni. La nascita del web viene fatta risalire alla proposta depositata al Cern il 12 marzo 1989 dal professore inglese Tim Berners-Lee nella quale viene progettato il World Wide Web.

La Storia di Internet è stata ripercorsa e omaggiata da tutti gli innovatori [fonte telegraph.co.uk in inglese] che hanno contribuito a farla diventare ciò che è adesso; altri hanno provato a raccontarla in vari modi, anche con un documentario in infografica [fonte youtube in inglese]

Il web dovrebbe essere accessibile a tutti

virgoletteIl web dovrebbe essere accessibile a tutti, da ogni dispositivo, e deve poter essere uno strumento attraverso cui l’essere umano possa esprimere il suo potenziale e garantire la propria dignità e diritti civili.

Tim Berners-Lee

L’evoluzione del CSP

Sono anni di cambiamento anche per CSP che da Centro di Supercalcolo, diventa nel 1998 organismo di ricerca, mettendo in campo le esperienze pionieristiche degli anni precedenti.

CSP si popola, in questi anni, di giovani che uniscono competenze tecnologiche a quelle umanistiche e inizia a creare laboratori congiunti con il Politecnico e l’Università degli Studi di Torino, lavorando molto per i suoi soci consorziati pubblici e privati. Tra questi in particolare, la Città di Torino, con cui CSP da vita a una serie di progetti che diventeranno poi la base evolutiva di tutto il mondo dell’innovazione piemontese.

Tra i progetti ricordiamo Torino 2000 e Crescere in città con Torino 2000, nei quali, in collaborazione con altri partner tra cui Telecom Italia, sono stati sperimentati pionieristici servizi di condivisione e collaborative working grazie alle prime reti a banda larga ADSL, capaci di mettere in comunicazione tra loro scuole, enti pubblici e settori professionali.

Parte 3

I media convergono grazie al digitale

I media convergono grazie al digitale
La convergenza al digitale è il grande processo globale in cui TV, personal computer, smartphone vanno a comporre un nuovo ecosistema.
Come cambia il modo di fruire i contenuti?

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Media convergence

media_convergenceLa convergenza dei media è un fenomeno che si riferisce alla interconnessione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, delle reti di calcolatori e dei contenuti multimediali.
Basata sul concetto delle “tre C” (Computing, Comunicazione e Contenuti) è infatti una diretta conseguenza sia della digitalizzazione dei contenuti multimediali e sia della diffusione di Internet.
La convergenza trasforma l’industria tradizionale dei media, i modelli di lavoro e i servizi, permettendo la sperimentazione di nuove tipologie di contenuti. Un fenomeno che ha messo in discussione le fondamenta operative dell’industria dei media e della creazione dei contenuti “silos”, permettendo di separarne sempre più la fruizione dal tipo di device utilizzato; un aspetto questo, che ha avuto un grande impatto anche sui processi decisionali legati alle politiche e regolamentazioni pubbliche. (fonte: Britannica.com)

CSP e la TV interattiva

Gli anni che vanno dal 2004 al 2008 hanno giocato un ruolo determinante per le attività sperimentali precedenti la conversione degli impianti di trasmissione e ricezione della TV digitale; uno scenario di innovazione in cui le prime regioni ad effettuare la switch-over sono proprio la Sardegna, il Piemonte e la Valle d’Aosta.

CSP partecipa attivamente alla sperimentazione, collaborando con altri centri di ricerca italiani ed europei per lo sviluppo di attività pionieristiche, e dando vita anche a un laboratorio specializzato, il DTTLab, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino.

Alle attività di consulenza e divulgazione, si aggiunge la ricerca mirata a sperimentare le potenzialità dei set-top-box interattivi e del protocollo MHP, tecnologie con le quali, all’epoca, era possibile compiere operazioni interattive attraverso la tv, come ad esempio inviare e ricevere posta elettronica usando un normale telecomando.

Il filone di ricerca sulla TV interattiva è poi confluito nello studio della connected TV o smart TV aprendo nuovi scenari legati alla convergenza di reti e media. Una rivoluzione che permette oggi di connettere in rete oggetti come TV, smartphone, tablet o console di gioco, trasformandole in veicoli di contenuti crossmediali, alla base di una rivoluzione che sta modificando il modo di fare editoria.

Parte 4

L’era del Web 2.0: internet delle persone

L’era del Web 2.0: internet delle persone
L’evoluzione sociale del web e la disponibilità di connettività alla rete, anche in mobilità, trasformano gli utenti di internet in produttori di contenuti.
Quali sono le ricadute dell’uso sociale delle tecnologie?

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Richard Stallman Internet delle persone

virgoletteIl world wide web ha le potenzialità per svilupparsi in un’enciclopedia universale che copra tutti i campi della conoscenza e in una biblioteca completa di corsi per la formazione.

Richard Stallman

Dai CSPcamp ai Living Labs

Già negli anni precedenti all’esplosione di Google, Youtube e Facebook, CSP sviluppava ricerca su temi che vedevano il collaborative working e lo user generated content, con l’obiettivo di applicare i concetti tipici del web 2.0 a progetti di pubblica utilità realizzati con soci e partners.

CSP sperimentava inoltre al suo interno, sistemi online di condivisione risorse e collaborative working, partecipando attivamente alle community di open source software e istituendo il CSPCamp, un appuntamento annuale interno sullo stile del Barcamp, nel frattempo diventato moda in tutto il mondo; un momento di condivisione nel quale ognuno potesse mettere in gioco le proprie idee di progetto, anche le più audaci e confrontarle con un audience di colleghi per eleggere quella più meritevole di un investimento, trasformandola così in un progetto vero.

Questa stessa filosofia di collaborative working veniva applicata a partner locali, nazionali e internazionali dando vita ai primi progetti di Living Labs; un modello di lavoro che prevede pianificazione e progettazione svolte per il territorio, ma anche con il territorio. Tra questi, il progetto Valli Orco e Soana, dove anche grazie all’esperienza maturata in ambito networking, nella progettazione di reti miste e soprattutto wireless, CSP è riuscito a portare connettività internet, TV digitale e altri servizi innovativi in un territorio montano caratterizzato da elevato digital divide, coinvolgendo poi gli attori locali nella realizzazione di un sistema integrato di comunicazione multicanale: OrsoTV.

Parte 5

Internet delle cose

Internet delle cose
Il mondo fisico e il mondo digitale convergono in un nuovo paradigma in cui gli oggetti diventano “smart”, offrendo un nuovo livello di interazione e comunicando con noi o con altri oggetti.
Cosa si intende per “oggetti intelligenti”?

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Internet delle cose (Internet of Things)

Foto: www.comsoc.org

Foto: www.comsoc.org

In telecomunicazioni, Internet delle cose (o, più propriamente, Internet degli oggetti o IoT, acronimo dell’inglese Internet of Things) è un neologismo riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Il suo primo utilizzo risale probabilmente al 1999 presso l’Auto-ID Center, un consorzio di ricerca con sede al MIT. Il concetto fu in seguito sviluppato dall’agenzia di ricerca Gartner.
L’Internet delle cose è ormai vista come una delle possibili evoluzioni dell’uso della Rete. Gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza poiché comunicano dati su se stessi, accedendo e integrando informazioni aggregate da altri oggetti o soggetti. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le piante comunicano all’irrigatore quando essere innaffiate, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo, i medicinali avvisano se si dimentica di prendere il farmaco. Tutti gli oggetti possono quindi acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete. (fonte: Wikipedia)

Una miriade di sensori

Il progetto IoTNet (Internet of Things Network) realizzato da CSP per Regione Piemonte prevede l’inserimento di dati provenienti da decine di sensori sparsi sul territorio, all’interno di una piattaforma georeferenziata.

Che si tratti di sensori idrometrici per il controllo e la sicurezza dei corsi d’acqua, di pluviometri per la valutazione delle precipitazioni, di webcam per il controllo dei flussi di traffico, o di smartphone utilizzati per mappare l’inquinamento urbano, i dati generati dai sensori definiscono una realtà puntuale, fatta di informazioni in continuo aggiornamento, che permettono di conoscere meglio cosa succede nelle città e nei territori.

I dati sono prodotti in tempo reale dai sensori di IoTNet

Parte 6

Innovazione e futuro

Innovazione e futuro
"Non si può prevedere il futuro ma lo si può vivere stando al limite della conoscenza per essere parte attiva del processo di generazione del futuro e delle nuove idee".

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Che cos’è l’innovazione?

Una scoperta tecnologica in grado di migliorare la qualità della vita? Lo sviluppo di servizi e il miglioramento di prodotti in grado di risolvere i problemi quotidiani? Le persone che abbiamo intervistato ci offrono una visione personale del concetto di “innovazione”.

Marco Ajmone Marsan
Professore Politecnico di Torino

Persone in CSP

Più di 500 persone sono passate dal CSP negli ultimi 13 anni, per il 40% si tratta di giovani ricercatori sotto i 30 anni. Il CSP ha il ruolo di incubatore di competenze e le persone che hanno lasciato il CSP per portare queste competenze nel mondo del lavoro sono oltre 70, impiegati tra PMI e grandi imprese del territorio.

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